Notaio Marco Anellino a Roma: metodo, ricerca e responsabilità oltre la stipula

Notaio Marco Anellino

Operazioni immobiliari, societarie e successorie, blockchain e smart contract: il profilo di un notaio che unisce ricerca accademica e pratica operativa raccontato da Eventi Culturali

C’è un momento, nella vita di chiunque, in cui ci si trova davanti a un atto notarile. Può essere l’acquisto di una casa, la costituzione di una società, la pianificazione di un’eredità. In quel momento, ciò che conta non è solo la correttezza formale di quanto viene firmato, ma la solidità di ciò che quell’atto produrrà nel tempo: i suoi effetti giuridici, fiscali, patrimoniali. È esattamente su questo piano — quello della durata e della tenuta degli atti — che si misura la qualità del lavoro notarile. Ed è da questa prospettiva che Eventi Culturali, bimestrale di arte, cultura e informazione di Roma e del Lazio, ha scelto di raccontare il percorso del Notaio Marco Anellino.

Un percorso costruito sulla ricerca

Il profilo del Notaio Anellino non nasce dalla sola pratica professionale. Alle spalle c’è un percorso accademico solido: il dottorato di ricerca in Diritto commerciale e dell’Economia presso l’Università La Sapienza di Roma, un’attività di assistente universitario nelle materie legate alla crisi d’impresa, alle operazioni straordinarie e al diritto commerciale avanzato. Un percorso in cui l’insegnamento non è mai stato una parentesi teorica, ma un esercizio continuo di verifica della coerenza interna delle strutture giuridiche — un’abitudine che si trasferisce direttamente nella pratica quotidiana.

Dal 2016, anno della vittoria del concorso notarile, esercita la professione a Roma. Dal 2017 è associato al Notaio Antonino Privitera, in uno studio che gestisce oggi un repertorio superiore alle centomila unità, senza che la scala dell’attività abbia mai sacrificato il controllo dei singoli procedimenti.

Cosa significa fare il notaio oggi

L’articolo pubblicato su Eventi Culturali restituisce con precisione una visione del lavoro notarile spesso poco raccontata: quella del tempo intermedio, fatto di verifiche, coordinamento e prevenzione, che precede la stipula e ne determina la solidità futura. Nel racconto del Notaio Anellino, la rapidità non è un obiettivo in sé, ma la conseguenza naturale di processi ordinati, in cui ogni passaggio viene considerato nella sua interezza.

Operazioni immobiliari, societarie e successorie vengono affrontate come processi completi, nei quali il profilo civilistico, quello fiscale e quello procedurale non vengono mai separati. Le fusioni, le scissioni, le trasformazioni societarie, i passaggi generazionali che coinvolgono famiglie imprenditoriali e patrimoni complessi: in tutti questi contesti il notaio opera come punto di coordinamento tra esigenze diverse, spesso in dialogo con consulenti finanziari, istituti di credito e strutture di private banking.

Innovazione e responsabilità

Un elemento che emerge con chiarezza dall’articolo è l’attenzione del Notaio Anellino al tema dell’innovazione giuridica: blockchain, smart contract, intelligenza artificiale applicata ai processi notarili. Una ricerca che non nasce da un interesse astratto per la tecnologia, ma da una domanda concreta: come preservare la funzione di garanzia del notariato quando cambiano i supporti e gli strumenti. La risposta che emerge è netta — la tecnologia opera come infrastruttura, senza sovrapporsi alla responsabilità umana che resta al centro della funzione notarile.

È questa combinazione — metodo, preparazione, responsabilità diretta e apertura all’evoluzione del diritto — che l’articolo di Eventi Culturali restituisce con rigore e senza enfasi. Un ritratto professionale che vale la pena leggere per intero.

L’articolo completo Metodo notarile e responsabilità operative: il percorso del Notaio Marco Anellino è disponibile sul sito di Eventi Culturali.